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Paolo Ghilardi, nativo di Bagnatica ma residente a Stezzano, presenta in questa mostra una serie di opere relative alle sue ricerche degli ultimi anni. Sono lavori, quelli presentati, che ci illustrano il punto, aggiornato all’inizio del 2005, del percorso di un artista che a Bergamo rappresenta dopo Arturo Bonfanti (1905-1978) forse il punto teorico più alto della ricerca sul geometrico e sul colore astratto. Una ricerca, quella di Ghilardi, che non nega, anzi, rivela tutte le sue radici nell’astrattismo geometrico europeo ma che attraverso un metodo personale fatto di coerenza e misura riesce a trasformare la scientificità del suo processo in poesia. Le opere esposte (una decina di sculture in ferro e vetri policromi, accompagnate da una ventina di collages in plexiglas e ancora da una decina |
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di manifesti con la funzione di storicizzare il suo percorso) ci mostrano un artista che partendo dalla pittura, attraverso riflessioni su valore e peso della forma e del colore nonché sulla ricerca di materiali idonei ad avere corporeità ed al contempo di perderla, è giunto a proporci opere al limite tra pittura e scultura con valenze spaziali ed ambientali, continuando così il pensiero che Ghilardi stesso ci aveva già fatto intravedere fin dalla mostra del 1976 da Lorenzelli. La mostra è organizzata dall’A.S.A.V. (associazione seriatese arti visive) in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Seriate. Il catalogo è presentato da Alberto Veca.
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