Sugliani (1939), nato  e residente a Bergamo, è artista riservato e apprezzato sopratutto per le sue qualità grafiche (insegna tecniche incisorie all’Accademia Carrara) che l’artista ha sempre coltivato dall’epoca della sua formazione alla scuola di grafica di Urbino, sotto la guida di maestri incisori quali Castellani, Gulino, Bruscaglia. É quindi soprattutto nella veste di incisore che Sugliani si è sempre presentato al pubblico. In questa esposizione l’artista ha scelto di esporre una quarantina di opere recentissime realizzate nell’inverno appena trascorso e che ha deciso di presentare al pubblico bergamasco.

Sono opere su carta, realizzate con una tecnica basata sull’uso di anilina all’alcool e che “vanno percorse” lungo le pareti espositive in una sorta di racconto poetico fatto di forti chiari / luci (la carta) e forti scuri / ombre (il nero del colore usato) come una sorta di visione attraverso ombre cinesi, che si affermano per sintesi tralasciando ogni concessione al dettaglio. É un viaggio onirico che ancora una volta ci rivela l’essenza poetica dell’approccio visivo di Claudio Sugliani: un viaggio sincero e rivelatore del suo carattere, un carattere che attraverso il valore dell’ombra rivela una “corposa” presenza.