“Per fare un quadro ci vuole un albero”. Così affermava Giorgio Bossola quando, nel 1985, tenne, presso la galleria “Il cannocchiale” di Via Brera, una mostra personale intitolata “Le biolche”. Modenese di nascita, lo stimolo per ritrarre le colline modenesi coltivate dall’uomo dove l’unità di misura è tuttora ”la biolca” e dove gli alberi, spesso isolati, fungono da primi attori, lo ebbe da una rivisitazione di questi luoghi, un tempo per lui anonimi, e che ora trovava di grande interesse pittorico. Dal lontano 1957, data d’inizio della sua attività, i suoi soggetti erano stati molteplici: paesaggi fatti di case corrose dal tempo, interni con animali domestici, anatomie, nudi di donna, di bambini e nature morte. L’innamoramento verso l’albero non è stata, come poteva succedere, un’infatuazione passeggera. Dal 1985, dopo molte personali dedicate interamente a quest’opera d'arte della natura, Bossola tiene ora, nella sala espositiva del Comune di Seriate,

invitato dall’Associazione Seriate Arti Visive in collaborazione con l’assessorato della cultura del Comune di Seriate, una mostra dove protagonista, insostituibile e aristocratico, è sempre lui. La novità è data dal titolo. Un titolo misterioso che al visitatore disattento, potrebbe risultare indecifrabile: “I colori dell’aria”. C’è chi ha scritto che questi paesaggi padani sembrano visti da un uomo moderno. Un uomo che passa veloce sull’autostrada e registra le fuggevoli impressioni di campi e alberi con un occhio attento alla guida più che al paesaggio, ed è ciò gli rende le immagini fuggevoli e sfumate come se fossero costantemente attraversate da una leggera brezza. E’ un’interpretazione. Forse l’aria che sembra spirare in ogni quadro non è che un modo distintivo per rendere attuali e vivi questi paesaggi.